Disaster Recovery: perché il backup da solo non garantisce la continuità operativa

Un server che non risponde, il gestionale improvvisamente irraggiungibile, le email ferme. Finché tutto funziona è facile considerare l’infrastruttura IT come una presenza silenziosa. È quando qualcosa si interrompe che diventa evidente quanto buona parte dell’operatività aziendale dipenda dalla disponibilità dei sistemi. 

28/08/2026

Un guasto hardware, un errore umano o un attacco informatico possono rendere temporaneamente inutilizzabili dati e applicazioni. In questi casi, avere una copia di sicurezza delle informazioni è fondamentale, ma rappresenta soltanto una parte del problema. 

La domanda da porsi non è soltanto “abbiamo un backup?”, ma anche “quanto tempo ci servirebbe per tornare a lavorare?”. 

È da questa differenza che nasce il tema del Disaster Recovery. 

Quanto costa un'ora di fermo dei sistemi?

Prova a fare un calcolo rapido: quanto costa alla tua azienda un’ora di blocco totale dei sistemi informatici? Quando i server si fermano, le conseguenze si propagano a catena: 

Il personale amministrativo può non riuscire ad accedere al gestionale, il reparto commerciale può avere difficoltà a consultare ordini e disponibilità, il magazzino può perdere accesso alle informazioni necessarie per organizzare le attività e il servizio clienti può non disporre dello storico delle richieste. 

Più l’interruzione si prolunga, più gli effetti si accumulano. 

Ci sono le ore di lavoro che non possono essere utilizzate normalmente, gli ordini che vengono gestiti in ritardo, gli interventi tecnici necessari per il ripristino e, nei casi più critici, anche le conseguenze sui rapporti con clienti e fornitori. 

Per questo il downtime ha spesso un costo meno evidente di quanto sembri.

Quanto ti costa davvero un’ora di blocco informatico? 

Costo Downtime = Fatturato Perso + Produttività Bloccata + Costi di Ripristino IT 

Fatturato Perso: (Fatturato Annuo / 2080 ore) × Ore di Blocco 

Produttività Bloccata: Numero Dipendenti Fermi × Costo Orario Medio × Ore di Blocco 

Costi di Ripristino: Spese vive per l’intervento tecnico o il recupero dati 

Simulazione su un’azienda da 5 Milioni di € di fatturato: 

  • 50 dipendenti fermi (costo medio 30€/h) 
  • 4 ore di blocco totale dei sistemi 
  • 5.000 € di parcella per l’intervento IT 
  • Danno totale stimato: 20.615 € 

Naturalmente si tratta di una simulazione. Ogni azienda ha processi, costi e dipendenze dai sistemi differenti. 

Ed è proprio questo il punto: non esiste un tempo di fermo accettabile uguale per tutti. 

Per alcune attività un’interruzione di qualche ora può essere gestibile. Per altre, anche trenta minuti senza accesso a un sistema critico possono creare conseguenze importanti. 

La tua azienda è protetta o è a rischio fermo?

Backup vs. Disaster Recovery: Facciamo Chiarezza

Backup e Disaster Recovery sono strettamente collegati, ma rispondono a esigenze differenti. 

Il backup crea una copia dei dati e permette di recuperarli quando vengono cancellati, danneggiati o compromessi. 

Se viene eliminata accidentalmente una cartella o un database deve essere riportato a una versione precedente, una copia di sicurezza correttamente eseguita può permettere il recupero delle informazioni. 

Ma recuperare i dati non significa necessariamente avere già ripristinato l’operatività. 

Se il server sul quale gira il gestionale smette di funzionare, il backup permette di recuperare le informazioni, ma la ripartenza richiede anche il ripristino dell’ambiente necessario per utilizzarle: server, configurazioni, applicazioni, collegamenti di rete e accessi degli utenti. 

È qui che entra in gioco il Disaster Recovery. 

Il suo obiettivo non è soltanto conservare una copia dei dati, ma definire come riportare in funzione l’intera operatività aziendale, stabilendo priorità e modalità di ripristino per sistemi, applicazioni e servizi critici. 

Disaster Recovery aziendale: come funziona

Una strategia di Disaster Recovery parte dall’idea che non tutti i sistemi abbiano la stessa importanza e che, in caso di interruzione, sia necessario stabilire con precisione cosa deve tornare operativo per primo. 

Il piano definisce quindi le priorità di ripristino, i tempi entro cui i diversi servizi devono essere nuovamente disponibili e le modalità con cui recuperare dati, applicazioni e configurazioni. In questo modo il ripristino non viene gestito improvvisando durante l’emergenza, ma segue procedure già definite e coerenti con le esigenze operative dell’azienda. 

La tecnologia supporta questo processo mettendo a disposizione strumenti per il backup, il recupero dei sistemi e, quando necessario, l’avvio temporaneo delle risorse in ambienti alternativi. Il valore del Disaster Recovery, però, sta soprattutto nella capacità di costruire un piano proporzionato alla reale criticità dei sistemi aziendali.

RTO e RPO: quanto tempo puoi restare fermo e quanti dati puoi permetterti di perdere?

Quando si progetta un piano di Disaster Recovery, due parametri aiutano a definire le priorità di recupero: RTO e RPO. 

L’RTO (Recovery Time Objective) indica il tempo massimo entro cui un sistema o un servizio dovrebbe tornare operativo dopo un’interruzione. 

L’RPO (Recovery Point Objective) indica invece quanti dati l’azienda può permettersi di perdere, espresso come intervallo di tempo tra l’ultimo backup disponibile e il momento del fermo. 

In pratica, RTO e RPO aiutano a stabilire quanto velocemente bisogna ripartire e quanto indietro si può tornare senza creare un impatto significativo sull’operatività. 

Non esiste un valore valido per tutte le aziende: questi parametri dipendono dalla criticità dei sistemi, dai processi coinvolti e dal livello di continuità richiesto. 

Implementare una strategia di Disaster Recovery permette di: 

  1. Minimizzare i tempi di inattività (RTO – Recovery Time Objective): In caso di guasto, i server critici possono essere riavviati in cloud in pochi minuti, permettendo all’azienda di continuare a lavorare mentre i tecnici risolvono il problema sull’hardware fisico. 
  1. Avere una protezione proattiva contro i Ransomware: Le soluzioni di ultima generazione integrano sistemi basati sull’intelligenza artificiale in grado di rilevare e bloccare gli attacchi prima che i dati vengano compromessi. 
  1. Accedere ad un ambiente di ripristino sicuro e isolato: I salvataggi vengono mantenuti in data center altamente protetti, ridondanti e geograficamente distribuiti, garantendo la totale integrità dell’infrastruttura. 

 

Disaster Recovery con Acronis: il ruolo della tecnologia

Una strategia di Disaster Recovery efficace ha bisogno di strumenti in grado di rendere concrete le procedure definite nel piano. È qui che entra in gioco Acronis, utilizzato da ISS per supportare le attività di backup, protezione dei dati e ripristino dei sistemi. 

In caso di interruzione, la tecnologia consente di recuperare non soltanto i file, ma anche ambienti, configurazioni e sistemi necessari per riportare operative le risorse aziendali. Quando previsto dal piano di continuità, i server critici possono inoltre essere riavviati temporaneamente in cloud, riducendo i tempi necessari per tornare a lavorare. 

Acronis integra anche funzionalità di protezione contro minacce informatiche e ransomware, così da affiancare alle attività di backup e ripristino un livello ulteriore di sicurezza. 

Il valore della tecnologia, però, dipende da come viene inserita nella strategia complessiva: strumenti, tempi di ripristino e livelli di protezione devono essere configurati sulla base della criticità dei sistemi e delle esigenze operative dell’azienda.

Un piano per la continuità operativa

Il momento peggiore per decidere come ripristinare un sistema è quando quel sistema ha già smesso di funzionare. 

Un piano efficace viene costruito prima, partendo da una mappatura dell’infrastruttura e delle dipendenze tra applicazioni, server, dati e utenti. 

Occorre individuare quali servizi sono indispensabili per mantenere operative le attività principali, stabilire le priorità di ripartenza e verificare che backup e procedure di recupero siano realmente utilizzabili. 

ISS affianca le imprese proprio in questa fase, partendo dall’analisi dell’infrastruttura esistente e dei sistemi più critici per definire una strategia di Disaster Recovery proporzionata alle reali esigenze operative. 

In questo percorso, Acronis rappresenta la tecnologia utilizzata per supportare il backup, il ripristino dei sistemi e la continuità operativa, mettendo a disposizione gli strumenti necessari per ridurre i tempi di fermo e facilitare la ripartenza in caso di interruzione.

Costruisci un piano di Disaster Recovery adatto alla tua azienda.

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